• Pubblicata il:
  • Autore: IL NARRATOR CORTESE
  • Categoria: Racconti ricatto
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QUELLA PROPOSTA INDECENTE - 2° capitolo

Il direttore si alzò, chiuse la porta del suo ufficio a chiave, e continuò. - Potrebbero esserci delle modalità, diciamo così, per concedere un nuovo finanziamento malgrado gli arretrati. Potremmo assumere Irina con un contratto di lavoro temporaneo. Stiamo cercando un'assistente per il direttore, cioè per me medesimo.... - Va benissimo, ma che tipo di curriculum occorre? Non so se sono abbastanza qualificata... - Oooh, le assicuro che lei è qualificata... molto qualificata. Si tratta di un lavoro particolare, che richiederà la mia totale fiducia. Aggiunse il direttore spostando lo sguardo sul suo seno. - Va bene,,, Disse lei, lanciando uno sguardo preoccupato a suo marito. Si schiarì la gola. - E cosa farei esattamente? - Provvederebbe, diciamo, a una compagnia temporanea... A bocca aperta guardò suo marito, che stava tranquillo fissando diritto davanti a sé. - Mauro, hey... non dici niente? - E cosa dovrei dire? Siamo nelle sue mani... - Io non sono una puttana... e nemmeno una escort! Disse Irina, profondamente indignata, ma il dott. luca la riprese immediatamente. - Nessuno ha detto questo! Una prostituta viene pagata e lei non avrà soldi per i suoi servizi. Servirà solo a saldare i vostri debiti, e con un corpo come il suo, non dovrebbe impiegare troppo tempo per farlo, forse un anno... Irina guardò di nuovo suo marito in cerca di aiuto, però lui rimase in silenzio. Il suo stomaco era contratto, le veniva da vomitare e la sua mente girava vorticosamente. L'unico uomo con cui fosse mai stata era Mauro, e ora era costretta a fare la escort. Veniva letteralmente sacrificata per soldi. - Non dovete preoccuparvi, sto molto attento alle persone con cui faccio affari. Praticamente io sarò l'unico cliente, fatta eccezione per uno-due uomini molto importanti, sani e puliti come me. Lei lo fissò sbalordita, era inorridita da quello che stava dicendo. Si rivolse esplicitamente al marito, ma lui chinò la testa in segno di resa. Il direttore li incalzò, abbassò lo schienale della sedia e si distese comodamente. - Bene, allora se non avete altre obiezioni, come qualsiasi uomo d'affari, vorrei controllare la merce. Irina, per favore, si tolga i vestiti... Lei si sentì come se qualcuno l'avesse presa a pugni. Mauro era l'unico uomo che l'aveva vista completamente nuda e ora la vendeva come una vacca al mercato. Prese un bel respiro e afferrò il bordo inferiore della sua camicetta, sbattendo ripetutamente le palpebre per asciugare gli occhi pieni di lacrime, con le dita tremanti si slacciò la gonna nera e le diede una leggera spinta lasciandola cadere. CONTINUA

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