Colpo di fulmine con il collega

Circa 6 anni fa, lasciai il mio ragazzo perchè persi completamente la testa per un nuovo collega.
Alto, moro, robusto, occhi tendendi al verde e un modo di fare che mi faceva sciogliere.
Le cose tra me e il mio ragazzo non andavano bene già da un po di tempo.
Poi un giorno, rientro in ufficio dopo essere mancata per le ferie, e trovo un ragazzo nuovo per cui ho perso da subito la testa. E' stato un vero e proprio colpo di fulmine.

Siamo entrati subito in sintonia scoprendo che siamo dello stesso segno zodiacale.
Non lasciai subito il mio ragazzo, ero indecisa sul da farsi. Nel mentre però, mi frequentavo con questo mio collega.
Parlavamo senza problemi anche di cose più private e della sfera sessuale, scoprendo quindi, che le cose a casa non andavano più benissimo.

Ero un po’ frustrata per questo motivo e i suoi atteggiamenti verso di me stavano diventando molto più che “amichevoli” . Quando poteva mi abbracciava e cercava spesso il contatto fisico, ed io dopo aver rotto con il mio ragazzo, ho provato a capire fin dove potevo spingermi ed ho iniziato a flirtare con lui.

Siamo passati a parlare se mi depilavo o meno la figa (gli ho confessato che la depilo ma tenendo un po’ di pelo), fino a che non mi ha chiesto esplicitamente di mandargli delle mie foto hot. All’inizio non volevo, diventavo rossa e mi imbarazzavo quando mi faceva delle avances di persona, ma poi gli abbracci diventavano sempre più intimi e mi sono trovata spesso con le sue mani sulle mie tette o sul culo. E la cosa non mi dispiaceva affatto.

La svolta è arrivata in una pausa caffè, quando si è avvicinato e mi sono abbassata un po’ il pantalone per fargli vedere il perizoma che indossavo.Mi ha messo entrambe le mani sul culo stringendolo e poi mi ha dato uno schiaffo, e la mia reazione lo ha sorpreso: ho fatto un sospiro e mi sono morsa il labbro inferiore.
Nel pomeriggio mi ha scritto un messaggio chiedendomi di mandargli una foto di come mi stava il perizoma.
Ma non gliela mandai. Così mi scrisse di nuovo : “Vai in bagno, tira giù quei pantaloni e mandami delle foto in cui mi fai vedere quel cazzo di perizoma. ADESSO.”

Ero un po’ titubante, ma poi sono andata in bagno e poco dopo gli ho inviato le foto.
Ha capito che mi piaceva essere comandata.

Così quando sono tornata a sedermi super imbarazzata, mi ha fatto chiaramente notare che stava guardando le mie foto e con la mano si toccava il cazzo che gli era diventato duro. Sono letteralmente sprofondata sulla sedia e lui ha capito di poter osare di più.

E' passto qualche giorno e poi è torntao alla carica. Eravamo soli in ufficio ad eccezione di un’altra collega in un altra stanza.
Iniziò a dirmi che lo avevo fatto accitare, che a casa si era segato con le mie foto e che anche in quel momento l’aveva duro per me.

Mi disse di andare in bagno, togliermi la meglietta e il perizoma, e di tenermi la gonna alzata. Schiena alla porta.
Mi ha fatto aspettare per lunghi minuti. Sapeva che più aspettavo, più mi sarei agitata per il rischio che ad entrare potesse essere l’altra collega , e più la cosa mi piaceva.
Quando è entrato in bagno, appena mi ha vista come mi aveva detto, ha avuto un erezione come poche altre volte gli era capitato. Io ho avuto un sussulto... lui si è inginocchiato ed ha iniziato a leccarmi la figa.

Ho iniziato a dimenarmi, poi lui si è alzato e con le dita ha iniziato a masturbarmi.
Prima uno e poi due. Stavo iniziando ad essere al limite, tremavo, le gambe iniziavano a cedermi e le stringevo e poi le riaprivo.

Con l’altra mano mi infilava piano un dito nel culo, ho fatto resistenza dicendogli di no, ma ero troppo eccitata e troppo prossima all’orgasmo per riuscire a fermarlo.
Così ha iniziato a fare avanti e indietro sia nella figa sia nel culo e ha iniziato a dirmi all’orecchio quanto fossi porca e puttana a farmi masturbare nel bagno dell’ufficio con la porta aperta così che tutti potessero vederci entrando.

Prima di uscire mi disse: “Ora rivestiti e torna in ufficio, ma senza perizoma. Quello vieni a lasciarmelo sopra la mia scrivania prima di andare a sederti… capito?” Ho sospirato un sì mentre cercavo di riprendere la normale respirazione.
Sono tornata in ufficio, sono passata davanti a lui e gli ho consegnato il mio perizoma. Era bagnato. Gli ho detto “grazie” e sono tornata alla mia postazione.
E' stato a dir poco fantastico.....

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